Periodo intenso, direi. Di quei periodi che una sa che se li portera’ dentro come pietre miliari della propria vita ma che ancora non ha definitiva consapevolezza di quanto ne’ in che modo la segneranno. Come quando si mangia un vasetto di nutella in preda a raptus cioccolatorio e non si sa se finira’ tutto sui fianchi-che-poi-non-entro-nei-calzoni o se invece finira’ nelle tette-che-almeno-butto-i-pushup.
Tra le enne cose successe c’è che ho fatto una gita, breve ma intensa, in ospedale. Niente di che, una sciocchezzuola. Ma parliamone. Non della sciocchezzuola che vi frega sega, ma dell’ospedale.
No, mettete via i registratori: non sto per rilasciare l’ennesima dichiarazione sul sistema ospedaliero italiano e sul quanto faccia acqua.
Parliamo delle infermiere.
Intanto cominciamo col riconoscere una buona fetta di partecipazione maschile al ruolo: c’erano almeno 3 infermieri maschi sul piano. Ok, niente in confronto alle 15 presenze femminili ma è già qualcosa.
Non mi dilungherò sul quanto sia un mestiere che richiede dedizione e passione: diamo per scontato che pulire il sederino ad un vecchio sconosciuto non sia il sogno di nessuno.
Parliamo dell’iconografia.
Se sussurro all’orecchio del mio maschio a letto con l’influenza “stasera ti faccio da infermierina”, 9 su 10 i suoi anticorpi riprendono vigore e il suo sangue raggiunge zone che il virus non ha annichilito, nella sua testa si forma l’immagine di una donna in calze autoreggenti velate bianche e tacchi a spillo, con un camice corto corto e niente sotto e un dito maliziosamente mordicchiato da una boccuccia segnata da un rossetto carminio.
SDLENG! Sbagliato! Grazie per aver partecipato!
L’infermiera tipo è:
- A: sui 50, amorevole e empatica, con i capelli raccolti in uno chignon quasi perfetto, gli occhiali appesi al collo con la catenella e un cardigan di lana sopra la divisa.
Di quelle che vanno a carcarti di nascosto lo yogurt perché la mela cotta ti fa schifo. Una roba tipo Miss Garrett
.
- B: sui 40, acida e autoritaria, di quelle che sbuffano effetto locomotiva a prescindere, ti guardano sempre come se la tua sola presenza le annoiasse mortalmente o peggio, di quelle che forse all’alba dei tempi sono state donne ma ormai i loro ormoni c’hanno il pisello e che sanno far sembrare la divisa azzurrina in una divisa da kapò. Di quelle che sgridano tua madre perché si è seduta sul TUO letto da degente (e si piglia un vaffanculo perché quel letto, finché sono ricoverata, lo pago con le mie tasse e ci faccio sedere chi voglio). Effetto frau Blucher da giovane
.
- C: sui 30, acide ma uno zic meno rispetto alle precedenti, orecchini e trucco un po’ sopra le righe, che abbinano il cardigan di ciniglia infilato sopra la divisa informe al colore degli zoccoli e a quello del rossetto. Di quelle che appena entra un essere umano di sesso maschile in possesso di laurea in medicina diventano micette miagolose. Una versione appena appena edulcorata e meno rugosa (ma non sempre) di Flo.
Diciamo, dopo tale incompleta disamina, che se proprio vi devono prendere la temperatura rettale… che dio vi mandi una A.