martedì, 10 giugno 2008

Filmata, fotografata, raccontata, scritta, disegnata.

Inutile che Angelina Jolie si sbatta tanto per riempire i media, è una partita persa: la regina incontrastata è la Signora con la falce.

Solo che filmata, fotografata, raccontata, scritta, disegnata fa un effetto.

Quando ti passa abbastanza vicina da farti sentire il fruscio del vestito nero è un altro paio di maniche.

Succede la stessa cosa che a molti capita a fine anno o al compleanno: tiri una riga.

Non di coca, ma è deleteria uguale.

Cominci a pensare, neanche tanto paradossalmente, alla vita. E a chiederti che cazzo voglia da te.

Ok, mamma no, scrittrice no, doppiatrice no, capo di stato no, campionessa di curling no.

Quindi?

 

Presente quando il vasetto di nutella è finito ma non proprio? Quando c’è ancora tutta quella roba da raschiare via dalle pareti e uno si ingegna con il cucchiaino (ma con le dita riesce meglio) arrivando a sentirsi un po’ psicopatico preso da sindrome ossessivo-compulsiva ?

Ecco. Oggi mi sento così.

Non psicopatica, ma come un vasetto di nutella al quale stanno raschiando via l’ultimo barlume di cioccolata.

 

Ma oggi il boschetto sotto casa mia spandeva profumo di miele di tiglio e di erba bagnata.

Va tutto bene.

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giovedì, 17 aprile 2008

la scala sociale

E qualcuno spieghi a Feltri che se “fare il bagno nella vasca è di destra, far la doccia invece
è di sinistra” (cit-sic), l’idiozia non ha padroni.

Anche l’idiozia di chi, pur non avendo le mutande pulite, annusa il culo altrui.
(http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo409741.shtml)
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martedì, 15 aprile 2008
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giovedì, 13 marzo 2008

... ma io trovo che candidare un viados presidente e un troione capolista sia una mossa assolutamente geniale.

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giovedì, 13 marzo 2008

Guardate questa foto... (e perdonate la qualità):

 

lo sguardo

A cosa sta pensando lei?

 

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venerdì, 07 marzo 2008
Lo “zoccolo di cammello”, altresi’ detto “bassorilievo”, è quella riconoscibilissima forma di patonza che identifica donne con scarsa attitudine all’uso degli slip e/o affette da incapacita’ ad ammettere che la taglia di pantaloni da prendere era una 46 e non una 44 (sotto la 44 per me non sono taglie d’abito ma numeri di scarpa).
 
Se definirlo “zoccolo di cammello” e quindi porvi rimedio o “bassorilievo” e quindi indire un concorso per il miglior lavoro di cesello sta al pubblico guardante.
 
Nicholas Cage in The weather man si dannava l’anima portando la sua figlioletta su e giù per negozi, comprandole vestiti che le togliessero il soprannome di “zoccolo di cammello”.
Noi, in Italia, ci affanniamo a eleggere “miss bassorilievo”.
 
Il TGCOM ha eletto miss bassorilievo la signorina Gregoraci.
Si’, quella che ha conosciuto divani che noi umani…
Si’, quella che si sposa Briatore, perche’ si sa, quando il proprio fucile non e’ piu’ una doppietta ma comincia a trasformarsi in un revolver da caricare a pillole blu…
 
Io sto con Nicholas Cage, e non per una questione ormonale (sebbene possa risultare non credibile).
Trovo l'accenno delle forme la' sotto una cosa sexy quanto uno smalto sbeccato o i peli sotto le ascelle di una donna (a meno che le ascelle non siano quelle di una Loren ventenne) e piuttosto che sventolare il mio “bassorilievo” mi metto le mutande di acciaio inox 18/10.
 
O no?
miss bassorilievo
Santocielo... sto peggiorando. Di 'sto passo il prossimo post sara' sulla scollatura della Tatangelo a San Remo.
Appropo': a San Remo hanno rotto tutti l'anima alla Berte' che ha bellamente ricantato una canzone gia' scritta anni prima. Ma com'e' che ogni volta che ascolto una canzone nuova di Zucchero o Venditti ho sempre una sensazione di dejavu' e nessuno ne parla?
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venerdì, 25 gennaio 2008
Sulla tangenziale ci deve essere un buco spazio-temporale, altrimenti non si spiega come mai se esco di casa alle 8:30 arrivo alle 9 e se esco alle 8:34 (come stamattina) arrivo alle 9:15.
Detto cio’, arrivare dopo le nove in ufficio significa una serie di cose spiacevoli: fare lo squalo cercando parcheggio per un tempo piu’ che direttamente proporzionale alla fretta che hai, essere costretta a ciucciarti un quarto d’ora di stipendio la sera (perche’ diamo per scontato che non si abbia voglia di uscire anche solo un secondo dopo le 18 di venerdì sera e che l’ufficio personale non prenda in considerazione un permesso retribuito di 15 minuti) e soprattutto dover spegnere l’autoradio per evitarti quel minuto di sproloquio di quella bella personcina di Belpietro.
Ma.
Stamattina, prima dello sproloquio del suddetto e durante le bestemmie della sottoscritta che aveva davanti il classico vecchietto col cappello al semaforo, parte una canzoncina in radio. “Bella”, penso, “ma non sapevo che Barry White avesse cantato con i Bee Gees!”.
Era Mario Biondi con i Neri per caso.
I miei gusti musicali un po’… retro’ cominciano a fare danni.
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mercoledì, 16 gennaio 2008

Stamattina ho aperto gli occhi prima della sveglia, cosa che capita di solito solo ad agosto mentre nevica e che significa che ho dormito bene, mi sono svegliata con un bellissimo sms, ho infilato un paio di jeans che prima non ci entravo nemmeno col pensiero, le sette stelle di Hokuto non sono esplose, anzi stanno regredendo rapidamente, il tabaccaio mi ha fatto un sorrisone di quelli che ti fanno sentire gnocca e il mio capo m'ha dato una notizia che aspettavo da un tot e che mi farà gongolare con talune e talaltri per le prossime settimane a venire.

Ok, ora che ho il sorriso ebete stampato sulla faccia potete anche venir fuori con cartelli "sei su candid camera".

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martedì, 15 gennaio 2008

Oggi ho la costellazione del Sagittario tatuata sulla guancia destra a forza di brufoli.

O magari sono le sette stelle di Hokuto e io esplodero'  fra 5 secondi...

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venerdì, 11 gennaio 2008

BILANCIA: (...) In Febbraio la congiunzione Venere-Giove-Luna vi offre una serie di giorni ecc.ecc.ecc. Cielo esaltante per chi è solo: entro il 31 sarete ubriachi d'amore. (...)

Ok.

Aspettiamo il 31.

Febbraio.

...

..

.

Io aspetto, eh?

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venerdì, 11 gennaio 2008

Togliamo quelli che sono capitati qui cercando varie ed eventuali sulle matite, sulle mine (si spera delle matite stesse), sui tramonti o sui gatti disegnati a matita.

La restante parte è una disomogenea accozzaglia di vare-ed-eventuali, alcune alquanto bizzarre a dire il vero. Molti, ma direi moltE sono capitate qui cercando Johnny Depp (con tutte le varie declinazioni del modo di scrivere il suo nome: con una N, con due, con una P, con la H prima o dopo la O…). Una addirittura ha cercato “io e Johnny Depp”: cara amica, trattasi di culo o di speranza? Qualcuna è arrivata cercando notizie sulla dieta del fantino o del tramezzino (!) e che tenerezza leggere che c’e’ stata una ricerca per “come si mette la matita negli occhi?”... Per non parlare di quanto mi sono sentita bene leggendo la chiave “morten harket figo”, per la serie “non sono sola e non sono vecchia”. O “non sono la sola ad essere vecchia”. E sono ancora qui che mi chiedo perché qualcuno abbia cercato “cicche sotto i banchi”: magari un amarcord scolastico? O cosa cercasse quello che ha inserito “black out crema oggi”: un crollo in borsa della Oil of Olaz?

Ma la stragrande maggioranza delle chiavi di ricerca hanno un unico filo conduttore: il sesso. C’è quello che cerca le tette della Chiabotto (e hai un bel cercare, amico) e quello che le cerca in pasticceria; il/la sado-maso che cerca “stivali per schiacciare”, e immagino non si tratti di un metodo di disinfestazione per gli scarafaggi; quelli più sull’erotico-voyeristico, tipo “donne con la mini gonna” o “foto gnocche autoreggenti”; quelli attizzati dall’archetipo segretaria che le cercano con i tacchi o sgridate; quelli scientifici che cercano foto di testicoli e quelli che cercano dove andare in vacanza e gli casca il dito su “gnocca Thailandia”. E poi e’ tutto un ingranare di marce che manco un BMW: “prima”, “seconda”, “terza”,“quarta”…

Intendiamoci, non è che ho scoperto l’acqua calda. Mi ha fatto solo specie… toccarlo con bit.  Percheè diciamoci la verita', Alice a 7mega sì, e soprattutto perchè Il confessionale me lo scarico in 10 minuti e quelli sul sito non trombano a scatti...!

Kate cara, rassegnati: ha ragione Trekkie.

 

.

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mercoledì, 09 gennaio 2008
Qualcuno ha detto “volli, fortissimamente volli”.
Probabilmente sapeva quello che diceva e non sarà stato mica il primo pirla visto che queste sue statuarie parole sono giunte fino a me.
Quindi le chiacchiere stanno a zero: o lui, a dispetto di tutto quanto detto prima, non aveva capito un cazzo o il problema sono io.
Diamo per scontato che sia buona la seconda.
Il problema è che io a questa cosa della forza di volontà credo fino a un certo punto.
E non perché posso pure sforzarmi fino a farmi venire l’ernia iatale ma non riuscirò mai a volare, ma anche perché spesso nei meccanismi della mente si nascondono trappole che incastrano i miei neuroni cavia in labirinti senza uscita. Come quando continui a rimbalzarti l’ansia di dover fare qualcosa ma non riesci a capire/ricordare *cosa*. O come quando ti guardi nello specchio e ci vedi dentro un cesso inenarrabile mentre solo il giorno prima in quello specchio c’era una gnocca da paura (si fa peddire, eh?).
Ma non divaghiamo…
 
Difficile contraddire la saggezza popolare ma il mio micro-mondo mi ha insegnato che spesso volere NON e’ potere. Che volere è volere. Punto e basta.

Meglio desiderare.
E desiderare in piccolo.

 

ceh

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martedì, 08 gennaio 2008
Quando vado a comprare le sigarette capita che quasi tutte le persone che sono nel negozio con me comprino *almeno* un gratta-e-vinci o, nelle ultime settimane, un biglietto della lotteria.
Io no.
La cosa mi fa sentire da una parte mooooolto intelligente.. dall’altra una perfetta idiota. Saranno pure piu’ le probabilita’ di venire colpita da un fulmine in un bunker antiatomico che quelle di vincere pero’, santocielo, una ci puo’ pure investire quei 5 euro una volta ogni morte di papa, no? Ci ho anche creduto alle volte: qualche anno fa ne ho comprato uno, di biglietto della lotteria: mai controllato. Ho sognato giusto il tempo di infilarlo in qualche tasca e spappolarlo in un ciclo lana-e-delicati.
Sara’ che preferisco l’idea romantica del biglietto del treno.

E me ne sto sotto la pensilina sperando di non fare la fine di tutta quella gente che ha lasciato sfilare l’Orient Express per ritrovarsi stipata su un locale senza riscaldamento per la Bovisa.

trenini

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venerdì, 28 dicembre 2007
No, non ve li faccio. Gli auguridinataleebuonannonuovo, dico.
In un momento dell’anno in cui il capo porta fuori a pranzo i colleghi e poi mette il conto in nota spese, in cui si ricevono sms ciclostilati di auguri da numeri non memorizzati in rubrica perché presumibilmente cancellati eoni di anni prima per terminata frequentazione, in cui la gente rimbalza tipo pallina da flipper tra un centro commerciale e l’altro cercando una cosa “che-costi-poco-senza-farmi-fare-una-figura-di-merda” per la prozia odiosa… io mi dissocio.
Il mio spirito natalizio se n’è andato in settimana bianca e non è mai più tornato a casa, probabilmente travolto da una slavina di ipocrisia e sotterrato sotto metri di finti sorrisi e biglietti di auguri scritti di fretta sul cofano di una macchina.
 
Lo dice anche la tv: tutti gli anni in queste due settimane il palinsesto viene clonato da quello dell’anno precedente (a proposito, l’hanno già ritrasmesso Ghost? E la serie di Mamma ho perso l’aereo-ho preso il morbillo-ho finito i croccantini?). Questo dovrebbe darci la misura di quanto sia inutile contare su un anno *nuovo*. E di quanto sia futile sperare che un bacio sotto il vischio porti amore e fortuna a partire dai 5 secondi dopo la mezzanotte del 31. C’è la stessa probabilità che accada *per quello* che accada perché l’ha detto Fox (non il canale di Sky, dio l’abbia in gloria, ma il tizio vestito da gelataio che dispensa congiunzioni astrali su non so più che canale).
 
Le persone alle quali voglio bene sanno che gli auguro ogni cosa bella ogni giorno dell’anno. E lo sanno anche le persone che mi vogliono bene.
Lasciatemi essere sinceramente cinica, vagamente stronza e sostanzialmente asociale almeno in questo periodo.
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venerdì, 21 dicembre 2007
Periodo intenso, direi. Di quei periodi che una sa che se li portera’ dentro come pietre miliari della propria vita ma che ancora non ha definitiva consapevolezza di quanto ne’ in che modo la segneranno. Come quando si mangia un vasetto di nutella in preda a raptus cioccolatorio e non si sa se finira’ tutto sui fianchi-che-poi-non-entro-nei-calzoni o se invece finira’ nelle tette-che-almeno-butto-i-pushup.
 
Tra le enne cose successe c’è che ho fatto una gita, breve ma intensa, in ospedale. Niente di che, una sciocchezzuola. Ma parliamone. Non della sciocchezzuola che vi frega sega, ma dell’ospedale.
 
No, mettete via i registratori: non sto per rilasciare l’ennesima dichiarazione sul sistema ospedaliero italiano e sul quanto faccia acqua.
Parliamo delle infermiere.
Intanto cominciamo col riconoscere una buona fetta di partecipazione maschile al ruolo: c’erano almeno 3 infermieri maschi sul piano. Ok, niente in confronto alle 15 presenze femminili ma è già qualcosa.
Non mi dilungherò sul quanto sia un mestiere che richiede dedizione e passione: diamo per scontato che pulire il sederino ad un vecchio sconosciuto non sia il sogno di nessuno.
 
Parliamo dell’iconografia.
Se sussurro all’orecchio del mio maschio a letto con l’influenza “stasera ti faccio da infermierina”, 9 su 10 i suoi anticorpi riprendono vigore e il suo sangue raggiunge zone che il virus non ha annichilito, nella sua testa si forma l’immagine di una donna in calze autoreggenti velate bianche e tacchi a spillo, con un camice corto corto e niente sotto e un dito maliziosamente mordicchiato da una boccuccia segnata da un rossetto carminio.
 
SDLENG! Sbagliato! Grazie per aver partecipato!
 
L’infermiera tipo è:
 
-         A: sui 50, amorevole e empatica, con i capelli raccolti in uno chignon quasi perfetto, gli occhiali appesi al collo con la catenella e un cardigan di lana sopra la divisa.
Di quelle che vanno a carcarti di nascosto lo yogurt perché la mela cotta ti fa schifo. Una roba tipo Miss Garrett
.

garret
 
-         B: sui 40, acida e autoritaria, di quelle che sbuffano effetto locomotiva a prescindere, ti guardano sempre come se la tua sola presenza le annoiasse mortalmente o peggio, di quelle che forse all’alba dei tempi sono state donne ma ormai i loro ormoni c’hanno il pisello e che sanno far sembrare la divisa azzurrina in una divisa da kapò. Di quelle che sgridano tua madre perché si è seduta sul TUO letto da degente (e si piglia un vaffanculo perché quel letto, finché sono ricoverata, lo pago con le mie tasse e ci faccio sedere chi voglio). Effetto frau Blucher da giovane
.

frau blucher
 
-         C: sui 30, acide ma uno zic meno rispetto alle precedenti, orecchini e trucco un po’ sopra le righe, che abbinano il cardigan di ciniglia infilato sopra la divisa informe al colore degli zoccoli e a quello del rossetto. Di quelle che appena entra un essere umano di sesso maschile in possesso di laurea in medicina diventano micette miagolose. Una versione appena appena edulcorata e meno rugosa (ma non sempre) di Flo.

 
flo
Diciamo, dopo tale incompleta disamina, che se proprio vi devono prendere la temperatura rettale… che dio vi mandi una A.
postato da: MinediMatita alle ore 17:27 | Permalink | commenti (10)
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